Intervista in italiano con Roberto Facchini Hernandez

Intervista in italiano con Roberto Facchini Hernandez
Roberto Facchini Hernandez, CEO di Infinity Biotech, ci spiega le innovative soluzioni tecnologiche per la disinfezione che la Infinity sta proponendo al mercato. 


Siamo con Roberto Facchini Hernandez, CEO della Infinity Biotech di Piacenza. Professor Hernandez, ci racconti qualcosa di se.

Buongiorno, io nasco in Svizzera, a san gallo, da madre spagnola e padre italiano. Fin da piccolo mia madre mi ha inculcato l’attenzione maniacale per la disinfezione che, grazie alla Infinity, è diventata il mio lavoro. L’azienda opera nel settore della disinfezione di ambienti, acqua e superfici. Per operare, utilizziamo strumenti altamente specializzati, che abbiamo costruito e perfezionato in anni di ricerca e sperimentazione, sull’efficacia dei quali abbiamo tutte le certificazioni internazionali previste.

In particolare, quali azioni mettete in atto per disinfettare e cosa disinfettate?

Il principale campo di applicazione delle nostre tecnologie è quello degli ambienti in campo ospedaliero, ma non solo. Si parla, per esempio, della disinfezione di sale operatorie, per le quali utilizziamo il così detto “cubo di Facchini”, ovvero uno strumento atomizzatore che nebulizza perossido di idrogeno stabilizzato in nano particelle di pochi micron, e riesce a disinfettare gli ambienti in tempi rapidissimi ed a costi bassi, consentendo così una frequenza alta dei cicli di disinfezione ed una maggior sicurezza rispetto alle infezioni batteriche. Il tempo necessario per la disinfezione di una sala operatoria può variare a seconda delle dimensioni, ed è comunque circoscritto a meno di un’ora. 

Quindi con la vostra tecnologia è possibile disinfettare molto spesso i locali.

Sì, è proprio il tempo limitato dedicato alla disinfezione che rende possibile un intervento con frequenza elevata, riuscendo così ad abbattere in modo drastico i rischi batteriologici.

Ma di che rischi stiamo parlando, professor Facchini?

Per quanto riguarda gli ospedali e le case di cura, il rischio maggiore è costituito dai batteri resistenti agli antibiotici, ovvero i superbugs. Si tratta di un tipo di batteri che sta allarmando anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha più volte emesso allerte e previsioni decisamente preoccupanti. Si prevede che i superbugs uccideranno molto presto più persone di quanto non faccia il cancro, e se nei confronti di quest’ultimo vi è un forte impegno da parte degli istituti di ricerca a fare passi avanti verso una possibile cura, nei confronti dei super batteri vi è, quantomeno, disattenzione.

E cosa si dovrebbe fare?

Basterebbe iniziare da una attenta e frequente disinfezione dei locali ospedalieri, dei locali e degli impianti, sia idrici che di aria condizionata. Certo, non si risolverebbe il problema, ma si riuscirebbe a contenerlo entro limiti accettabili. Il problema dei batteri resistenti agli antibiotici è ancora molto sottovalutato, i mass media non hanno ancora inquadrato e delineato il guaio per quello che è, ovvero un rischio mortale senza precedenti.

Ed al di fuori degli ospedali?

Il rischio infettivo sta crescendo anche fuori dagli ospedali, in modo meno forsennato, ma comunque significativo. Sono soprattutto i luoghi frequentati da molte persone a rappresentare un potenziale rischio per la salute. Si pensi agli alberghi, alle palestre, ai teatri, nei quali passano migliaia di persone, senza dimenticare quelle piccole sale operatorie fuori controllo che sono i gabinetti dentistici e soprattutto i pericolosissimi centri tatuaggi. Intervenire spesso per disinfettare i locali e gli impianti può abbattere il rischio infezioni in modo molto significativo.

Fuori dagli ospedali si parla soprattutto di rischio Legionella vero?

Fuori e dentro gli ospedali, la legionella sta mietendo vittime in continuazione, ed il numero dei contagiati cresce a macchia d’olio. Soprattutto per gli alberghi, oltre al rischio sanitario, esiste anche un rischio di tipo normativo, che per gli albergatori può anche assumere risvolti penali.

Quindi disinfettare conviene in ogni caso.

Pubblicata il: 30/05/2018
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