Febbre di Pontiac

Una malattia sottodimensionata?

Patologie e terapie
Agli appassionati di automobili Pontiac può far venire in mente il marchio di auto sportive creato nel 1926 da General Motors e la città del Michigan dove fu insediata la fabbrica delle stesse, il rischio è, ai nostri tempi, che il nome si leghi invece sempre più ad una malattia, la febbre di Pontiac, a ricordo di una epidemia febbrile acuta che si registrò in quella città 1968, di fatto una legionellosi di lieve entità, caratterizzata da segni e sintomi simil-influenzali non polmonari, ad andamento benigno, cioè non mortale, a differenza della “Malattia dei Legionari”, sostenuta dallo stesso germe, caratterizzata da tassi di mortalità elevata.

L’esordio è dopo 30-60 ore dal contagio ed è caratterizzato da febbre, brividi, malessere generale, tosse e mal di gola, che generalmente si risolvono in meno di una settimana anche senza cure specifiche (Tab. 1).

Esiste anche una forma sub-clinica della Febbre di Pontiac, caratterizzata semplicemente da scarso rialzo termico e da un malessere accompagnato da dolori muscolari e mal di testa, che si risolve in un paio di giorni, normalmente etichettata come “banale influenza” o “forma parainfluenzale”, con il conseguente rischio di una evidente sottostima del fenomeno.

Del resto, si sa, si trova solo ciò che si cerca e non rientra nella routine medica la titolazione di anticorpi anti-legionella in questi casi; analogamente molte polmoniti aspecifiche trattate a domicilio potrebbero in realtà essere vere legionellosi, alla luce della crescente segnalazione di Malattia dei Legionari in pazienti ospedalizzati.

In allegato: il testo integrale dell'articolo
Pubblicata il: 28/03/2019
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