Tossicologo ambientale Figura professionale di riferimento

Batteri, antibiosi e antibiotici: il rovescio della medaglia

La nostra Rivista (pianeta Medicina Salute) si è occupata spesso del problema planetario legato alle resistenze batteriche: i “superbug” stanno già uccidendo milioni di persone nel mondo e la crescita è inarrestabile, a detta degli Esperti.

L’era antibiotica, iniziata con la scoperta della penicillina, da chiari segni volge già al termine, dopo solo pochi decenni: i “superbatteri”, selezionati dagli antibiotici, sono potenzialmente capaci di sterminare o decimare la specie umana, come ai tempi delle pestilenze di manzoniana memoria, e ciò deriva non tanto da un utilizzo scorretto in Medicina (spesso non “mirato” e a volte inutile, come nel caso di infezioni virali) ma soprattutto dall’impiego sconsiderato in ambito zootecnico: più dell’80% degli antibiotici viene utilzzato negli allevamenti, per finalità auxiniche (aumento di peso degli animali da carne) o terapeutiche, per contrastare vere e proprie morìe in allevamenti sovraffollati e igienicamente carenti e a ben poco serve che gli allevatori più illuminati sospendano l’uso di antibiotici qualche tempo prima della macellazione.

La “comunicazione” fra batteri, la cui biomassa supera di gran lunga quella degli altri viventi nel pianeta, utilizza tecniche genetiche diversissime, dalle selezione di mutanti alla trasferibilità di resistenze fra Gram negativi (RTF: Resistence Transfer Factor), fino alla trasmissione tramite virus (bacteriofagi) di fattori di resistenza antibiotica acquisita.

L’evoluzione di qualsiasi essere vivente, in questo sperduto angolo dell’Universo conosciuto che chiamiamo Terra, è infatti il frutto di una “selezione adattativa” ambientale a partire dalla “variabilità genetica” di ogni specie: se consideriamo la velocissima capacità batterica di mutare, legata alla brevissima vita individuale, comprendiamo facilmente come l’impiego sconsiderato di antibiotici possa aver messo in atto una evoluzione drammaticamente incontrollabile delle specie patogene per l’uomo.

Alexander Fleming scoprì casualmente la “penicillina” nel 1929, e per essa vinse il Nobel per la Medicina nel 1945, osservando che in una piastra di coltura contaminata da Penicillum (una muffa) la crescita batterica era fortemente inibita.

Il fenomeno (antibiosi) aveva ed ha un fine adattativo per i microorganismi, quello di agire contro altri microorganismi competitori, nacquero così insieme la penicillina G, il primo antibiotico, e lo stimolo per una ricerca che, dagli anni ’40 in poi, portò all’isolamento di altre sostanze simili, naturali, di sintesi o semisintetiche, generando un nuovo imponente mercato e creando purtroppo (col senno di poi) l’illusione di avere definitivamente sconfitto malattie mortali.

La Natura, peraltro, segue leggi molto precise e il concetto di “sopravvivenza del più adatto”, di darwiniana memoria, si applica drammaticamente anche ai batteri: forse il Padre delle teorie evoluzionistiche, nella nota fotografia (o fotomontaggio) che lo ritrae mentre “fa le corna” a titolo di scongiuro, aveva ben capito che l’Uomo poteva svolgere un ruolo sconvolgente negli equilibri naturali della Vita, stimolando l’evoluzione di microorganismi patogeni ancora più pericolosi di quelli esistenti: nel 2050 i morti si conteranno a milioni ma già oggi le infezioni contratte in ambiente ospedaliero uccidono più di infarti e ictus, mentre un nemico invisibile, la Legionella pneumophila, penetra incontrollato ogni ambiente dove ci sia acqua (impianti idrici, impianti di riscaldamento, impianti di condizionamento), arrivando fino ai polmoni in particelle aerodisperse, per sviluppare una forma di polmonite che diventa letale nei soggetti immunocompromessi, certamente sottodimensionata nella gravità.

Esiste inoltre una infezione da Legionella meno aggressiva, la Febbre di Pontiac, che porta a sintomi parainfluenzali, anche questa con ogni probabilità sottodimensionata: il confine fra forme gravi e forme meno gravi ha una base solo immunitaria, e mai forse come in questo caso l’invito alla conoscenza del rischio è di fondamentale importanza, per Medici e Operatori sanitari ma anche per ogni per ogni persona che abbia a cuore la salute propria e dei propri familiari.

Legionellosi, il problema emergente

Che fare? La strada della ricerca di nuovi farmaci antibatterici si sta rivelando senza uscita (e quand’anche se ne sviluppassero sarebbe solo un ulteriore stimolo adattativo per i batteri), restano da praticare solo il rinforzo immunitario (coi suoi limiti: molti farmaci utilizzati per le più svariate patologie presentano come effetto collaterale una compromissione dell’immunità: pensiamo ai cosiddetti “biologici”) e, soprattutto, la sistematica disinfezione di ogni ambiente a rischio.

Il Tossicologo ambientale: intervista al Direttore della Scuola, Prof. Marcello Lofrano

St.  George Campus, in collaborazione con Infinity Biotech, ha presentato il 9 giugno il primo Corso di Formazione per “Tossicologo ambientale”, figura professionale prevista a livello nazionale e sovranazionale destinata a divenire fra le più richieste ed attrattive.

Abbiamo intervistato il Prof. Marcello Lofrano, Direttore della Scuola, con sede a Darfo Boario Terme (Brescia), fra le più importanti a livello nazionale.

Professore, come si inquadra il Corso nell’ambito del Quadro europeo?

Il quadro europeo delle qualifiche (“European Qualifications Framework” generalmente abbreviato in EQF) è un sistema che permette di confrontare le qualifiche professionali dei cittadini dei paesi europei. Per “qualifica” si intende una certificazione formale rilasciata da un’autorità competente, a conclusione di un percorso di Formazione, quale attestazione di aver acquisito delle competenze compatibili agli standard.

 A partire dal 14 febbraio 2008 per ogni qualifica rilasciata in Europa può essere identificato il corrispondente livello di EQF e questo permette di confrontare qualifiche acquisite in diversi paesi. L’EQF adotta un sistema basato sui risultati di apprendimento ottenuti alla fine del percorso di formazione. I risultati di apprendimento sono definiti in termini di Conoscenze, Abilità e Competenze.

Il risultato complessivo è un indice, compreso tra 1 ed 8, che si propone di identificare in modo veloce ed univoco il livello di approfondimento raggiunto in un certo ambito. Per il Corso di “Tossicologo ambientale” è riconosciuto il sesto livello (EQF 6), possono quindi accedere soltanto studenti provvisti di Diploma superiore (EQF 5).

Ci sono Diplomi più adatti per accedere?

Qualsiasi Diploma superiore consente l’accesso al Corso, certamente un Perito chimico o un Tecnico turistico ha le motivazioni più forti, in funzione di una evoluzione professionale con inserimento praticamente immediato nel mondo del lavoro o di una ulteriore formazione universitaria in cui possano essere riconosciuti i corrispondenti crediti formativi.

 Vale anche per chi già stia lavorando? Certamente: non esiste azienda che non sia interessata alla disinfezione ambientale e avere fra i propri dipendenti personale altamente qualificato rappresenta una evidente opportunità.

Quali sono le funzioni del Tossicologo ambientale previste dalle vigenti normative?

Sono riassunte negli obiettivi del Corso.

 il Tossicologo ambientale:

•        esegue controlli chimici, tossicologici e microbiologici per la tutela dell’ambiente industriale (acqua, aria, suolo);

•        esegue analisi chimiche, microbiologiche ed eco-tossicologiche su ambiente e atmosfera (acque, rifiuti, suolo e rocce da scavo, terreni e aria)

•        svolge monitoraggio delle acque, dell’aria, del suolo e degli alimenti, per rilevare eventuali sostanze contaminanti;

•        pianifica gli interventi di prevenzione ed educazione per la salute della popolazione in relazione agli aspetti tossicologici derivanti da inquinamento chimico e biologico.

Dove può operare?

Ovunque ci sia rischio potenziale, avendo come ambiti di riferimento:

•        Centri di studio e di rilevazione tossicologica ambientale;

•        Università e altri Enti di Ricerca, pubblici e privati;

•        Enti preposti alla elaborazione di normative tecniche o di certificazione di qualità;

•        Strutture del Sistema Sanitario Nazionale (Ospedali, Cliniche, Poliambulatori convenzionati)

•        Strutture sanitarie private (ambulatori medici, dentistici, veterinari, laboratori di analisi);

•        Industrie di ogni genere (chimiche, farmaceutiche, alimentari, cosmetiche ecc,)

•        Catene di distribuzione (ipermercati, supermercati, negozi):

•        Alberghi e ristoranti:

•        Aeroporti, stazioni ferroviarie e marittime;

•        Trasporto pubblico e privato.

Dove si colloca, organizzativamente, il Tossicologo ambientale?

Il Tossicologo ambientale svolge la propria attività in strutture pubbliche e private, all’interno di un laboratorio di ricerca e progettazione.

Se lavora in un laboratorio che offre servizi per le aziende opera sotto le direttive del Chimico responsabile di settore.

Quali sono gli argomenti di studio?

Chimica inorganica, organica, analitica, farmaceutica; Tossicologia, Biochimica, Biologia generale, Biologia molecolare, Anatomia umana, Fisiologia generale, Patologia generale, Microbiologia generale, Infettivologia, Aerobiologia e Infezioni aerotrasmesse, Idrologia, Ecologia, Disinfezione.

Nel sito della Scuola www.stgcampus.it è comunque riportato il piano di studi, che di fatto accorpa competen - ze del Chimico e del Biologo.

 Quante ore sono previste per il Corso?

Fra lezioni, laboratorio e tirocinio arriviamo a 1.500 ore: nella formula biennale un week end lungo al mese, dal giovedì alla domenica e nella forma annuale, full immersion, della durata di nove mesi.

 Anche qui invito gli interessati ad approfondire nel sito della Scuola www.stgcampus.it

Durante la presentazione, che ha visto Relatori Marcello Lofrano, Direttore St. George Campus, e, in rappresentanza di Infinity Biotech, Roberto Facchini Hernadez (CEO) e Aroldo Curzi Mattei (Presidente), oltre a chi scrive, in veste di Direttore scientifico di “Pianeta Medicina & Salute”, è stato conferito incarico di Visiting Professor in “Disinfezione ambientale” per St. George Campus al Prof. Valentin Casas Brucart, fra le massime autorità mondiali sull’argomento, Igienista di Casa Reale Spagnola, Membro CEN (Centro Europeo per la Normalizzazione), Docente presso l’Università Politecnica di Catalogna (UPC. Barcellona), per otto anni Presidente dell’organizzazione per il Turismo della Regione catalana, Direttore delle riviste settoriali spagnole “Revitec” e “Limpieza inform”, oltre che autorevole Membro del Comitato scientifico di Pianeta Medicina & Salute.

 Durante la sua applaudita Lezione magistrale il Prof. Casas ha evidenziato l’importanza della divulgazione in tema-disinfezione, per motivi generali di salute pubblica, certamente, ma anche per il considerevole risparmio economico che aziende adeguatamente seguite da Professionisti preparati potranno riscontrare in termini di assenteismo per malattia.

Per maggiori informazioni: vi rimandimo alla pagina del sito del st. George campus che affronta l’argomento. 

Pubblicata il: 16/06/2018
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